
Ardigò M. et al., Dermatology Practical & Conceptual (2026)
Le metodiche di imaging non invasivo ad alta risoluzione, come la microscopia confocale a riflettanza (RCM) e la tomografia a coerenza ottica (OCT), hanno progressivamente ampliato le nostre conoscenze sulle alterazioni morfologiche che caratterizzano il ciclo vitale delle lesioni acneiche. L’RCM consente la visualizzazione orizzontale in vivo dell’epidermide e del derma papillare con una risoluzione quasi istologica, mentre l’OCT offre scansioni bidimensionali e tridimensionali (sia cross-sectional che orizzontali) più profonde.
In questo studio pilota, gli autori hanno monitorato la cute acne-prone di cinque pazienti (15-25 anni, con acne comedonica lieve) prima e durante l’applicazione bisettidiana di un dermocosmetico topico contenente estratto del frutto di Silybum marianum (SMFE). Le lesioni del volto sono state valutate mediante dermoscopia, RCM e OCT al basale (W0), all’inizio del trattamento (W1) e dopo due settimane di utilizzo (W2-W3).
Questi risultati confermano il ruolo della RCM e dell’OCT come biomarcatori di imaging non invasivi eccellenti per caratterizzare microscopicamente i processi di comedogenesi e comedolisi. Lo studio ribadisce inoltre come queste tecnologie rappresentino un metodo efficiente e riproducibile per quantificare oggettivamente la risposta biologica ai trattamenti topici nei trial clinici sull’acne, fornendo al contempo preziose informazioni traslazionali sulla fisiopatologia della malattia.
