
Lenoir C. et al., Dermatology Practical and Conceptual (2025)
Le lesioni pigmentate del volto rappresentano un campo particolarmente complesso nella diagnostica dermatologica. Le metodiche di diagnostica non invasiva, come la microscopia confocale RCM, hanno ormai assunto un ruolo centrale, contribuendo le biopsie di tali lesioni. Ma qual può essere il ruolo dell’LC-OCT in questo contesto?
In questo studio sono state selezionate 8 tipologie di lesioni pigmentate del volto, tra cui lentigo solare, cheratosi seborroica, cheratosi attinica pigmentata, carcinoma basocellulare pigmentato, nevo composto, lentigo maligna e melanoma invasivo. Le tecniche di imaging LC-OCT e RCM sono state utilizzate per analizzare le caratteristiche morfologiche di queste lesioni, di modo da confrontare tra di loro le due metodiche.
I risultati hanno mostrato che l’LC-OCT offre una risoluzione spaziale simile a quella dell’RCM, ma con una maggiore profondità di penetrazione, consentendo una visualizzazione tridimensionale delle lesioni. Questo vantaggio è stato particolarmente evidente nelle cheratosi attiniche pigmentate e nei carcinomi basocellulari, dove LC-OCT ha offerto informazioni diagnostiche uniche.
