
Damiani C. et al., Dermatopathology (Basel) (2025)
La neoplasia intraepiteliale peniena (PeIN) rappresenta una condizione rara ma clinicamente rilevante, con potenziale evolutivo verso il carcinoma squamoso invasivo. La diagnosi precoce è essenziale ma spesso complessa, a causa della presentazione clinico-dermoscopica eterogenea, che può simulare lesioni benigne o altre forme tumorali.
In questo studio vengono descritti due casi di lesioni pigmentate del pene, diagnosticate istologicamente come PeIN, valutate mediante tecniche di diagnostica non invasiva: microscopia confocale ed LC-OCT. Entrambe le metodiche hanno evidenziato alterazioni a livello dell’epidermiche, tra cui ipercheratosi, paracheratosi, acantosi con allungamento delle creste epidermiche e pleomorfismo nucleare dei cheratinociti. Un elemento ricorrente in RCM è stata la presenza di numerose cellule dendritiche intraepidermiche iperriflettenti. LC-OCT ha confermato questi reperti, evidenziando cellule atipiche dendritiche, una giunzione dermo-epidermica ondulata ma conservata e la presenza nel derma superficiale di melanofagi e infiltrato infiammatorio.
Questi dati rafforzano il valore combinato di RCM e LC-OCT nella diagnosi differenziale delle lesioni genitali pigmentate, in particolare contribuendo a distinguere forme precancerose da condizioni benigne senza ricorrere immediatamente alla biopsia e favorendo una gestione clinica più precoce e mirata.
