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Microscopia confocale e LC-OCT nella diagnosi non invasiva della cheratosi seborroica clonale

Cortonesi G. et al., Dermatology Practical and Conceptual (2026)

La cheratosi seborroica clonale rappresenta una variante istologica poco comune della cheratosi seborroica che, soprattutto nelle lesioni pigmentate, può simulare clinicamente e dermoscopicamente neoplasie melanocitarie, rendendo talvolta complessa la diagnosi differenziale. L’integrazione di metodiche di imaging non invasivo, quali RCM ed LC-OCT, può fornire informazioni morfologiche dettagliate utili a orientare correttamente il percorso diagnostico.

Gli autori descrivono il caso di un paziente con fototipo scuro, inviato per una lesione nodulare della coscia a rapida crescita, inizialmente sospetta per melanoma nodulare. Alla dermoscopia la lesione presentava un pattern pseudoreticolare, mentre l’RCM evidenziava nidi epidermici iperriflettenti ben delimitati, costituiti da cellule omogenee e privi di caratteristiche di atipia. L’LC-OCT ha confermato la presenza di aggregati epidermici iperriflettenti con architettura regolare, associati ad acantosi e papillomatosi, senza segni di invasione o alterazioni suggestive di malignità. L’esame istologico ha infine confermato la diagnosi di cheratosi seborroica clonale.

Questo caso sottolinea come la combinazione di dermoscopia, RCM e LC-OCT possa migliorare l’accuratezza diagnostica delle lesioni pigmentate di difficile interpretazione, consentendo di riconoscere caratteristiche tipiche della cheratosi seborroica clonale e riducendo il ricorso a procedure invasive non necessarie.