Pérez-Anker J. et al., Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology (2025)
Le lesioni melanocitiche rappresentano uno dei principali ambiti in cui la diagnostica non invasiva è chiamata a supporto del clinico, data la necessità di distinguere le lesioni benigne da quelle francamente maligne senza ricorrere ad accertamenti invasivi, soprattutto considerando la frequente presenza di numerose lesioni in un singolo paziente. La dermoscopia e la microscopia confocale sono metodiche ormai consolidate in questo contesto. Al contrario, l’LC-OCT rappresenta una tecnica ancora agli esordi per quanto riguarda lo studio delle lesioni melanocitarie.
In questo studio, gli autori hanno analizzato mediante LC-OCT 200 lesioni con diagnosi istologica certa, andando a ricercare il cosiddetto clefting, ovvero la presenza di una discoesione cellulare intorno ai nidi di cellule melanocitarie. I risultati hanno evidenziato una netta prevalenza di questa caratteristica nelle lesioni maligne rispetto a quelle benigne (40% vs 6%), suggerendo il clefting come un forte predittore di melanoma nelle immagini ottenute con LC-OCT.
Seppur considerando una singola alterazione morfologica, questo studio ci mostra come anche l’LC-OCT sia potenzialmente di grande aiuto nella diagnostica non invasiva di lesioni melanocitarie.
