
Battilotti C. et al., Dermatology Practical & Conceptual (2026)
L’escissione chirurgica rappresenta il gold standard nel trattamento del carcinoma basocellulare (BCC); tuttavia, approcci conservativi e non chirurgici come la crioterapia con azoto liquido costituiscono una valida alternativa in pazienti non candidabili all’intervento o per lesioni a basso rischio in sedi selezionate. In tali contesti, il follow-up clinico e dermoscopico convenzionale può risultare ostacolato dalla presenza di esiti cicatriziali, discromie ed eritema reattivo post-trattamento, rendendo difficile escludere residui tumorali microscopici.
Gli autori descrivono il caso di un BCC trattato con crioterapia e monitorato longitudinalmente mediante LC-OCT. Il caso riguarda un carcinoma basocellulare pigmentato superficiale della regione clavicolare di 0,9 cm, confermato clinicamente e dermoscopicamente. La lesione è stata trattata con crioterapia a doppio ciclo di congelamento-scongelamento (15 e 10 secondi). Alla rivalutazione a sei mesi, mentre la dermoscopia mostrava un’area cicatriziale biancastra con componente vascolare densa, l’LC-OCT ha documentato obiettivamente la completa riepitelizzazione, il perfetto ripristino dell’architettura della giunzione dermo-epidermica e l’assenza totale di aggregati tumorali basali residui, rilevando unicamente fasci di collagene e vasi dermici cicatriziali.
Questo studio evidenzia come l’LC-OCT rappresenti un eccellente strumento non invasivo per confermare la clearance tumorale e l’avvenuta guarigione microscopica nei carcinomi basocellulari sottoposti a terapie non chirurgiche, riducendo la necessità di biopsie di controllo cicatriziali e migliorando l’affidabilità del follow-up a lungo termine.
